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Serata LIONS con il Prof. Francesco Bruno

Sabato 11 novembre 2006, presso l’Hotel  Holiday Inn  il Lions Club BOLOGNA SAN LUCA ha organizzato un incontro con il Prof. Francesco Bruno, noto psichiatra e criminologo, e la dot.ssa Antonella Ferrera, scrittrice e giornalista di Rai tre. Hanno aderito alla serata: i Lions Club Castiglione dei Pepoli, Argelato San Michele e il Castel d’Aiano Francesco Rizzoli. Il Presidente Adamo Fini ha dato inizio alla serata presentando i due relatori e il loro libro recentemente pubblicato “BORDERLIFE“ storie celebri di follie, devianza e tragici destini. Il professor Bruno dopo aver ringraziato per l’invito che gli ha permesso di ritornare ancora una volta a Bologna, città simpatica e accogliente allo stesso tempo, ha iniziato il suo intervento parlando di Natacha Kampusch, la ragazza austriaca rapita e liberatasi fortunosamente dopo numerosi anni di sequestro e isolamento.

Il professor Bruno  ha proposto al pubblico una riflessione sulla parola amore, sul sentimento dell’amore e ne ha delineato alcunesfaccettature. Si possono considerare due grandi categorie di amore: la prima è data dall’amore cantato dai poeti, interpretato dagli artisti, vissuto pienamente da due persone di sesso diverso, che realizzano l’amore romantico. La seconda categoria è data dall’amore non corrisposto, percepito come ancora più grande e irrinunciabile, proprio perché non corrisposto, che diviene amore tragico.

 

Vice Governatore Renato Sabbi, Francesco Bruno, Adamo Fini

L’amore si può definire anche ugualitario quando l’uomo e la donna scelgono autonomamente di stare insieme e, stabilendo uguali diritti e uguali doveri, determinano una convivenza condivisa. L’amore può essere paragonato ad un grande contenitore dove sono messe molte cose. Per l’uomo è fondamentale mettere cose delle quali detiene il possesso,  per lui che, da piccolo ha affermato di volere il possesso delle cose.

Per l’uomo è ancestrale l’idea del possesso della donna o delle donne, lotta per possederle e per impedire loro qualsiasi contatto con altri uomini; ciò gli assicura la paternità dei figli. Per l’uomo il padre deve essere, in un certo senso, “ucciso” per poter affermare la propria individualità.La donna esprime il bisogno di affermazione della propria individualità abbastanza precocemente e, in quanto potenziale madre, ha  una forma di innamoramento della figura paterna. Poiché l’incesto nella nostra  cultura  è un tabù, la realizzazione della donna avviene attraverso un sogno: il “Principe Azzurro” arriva e porta via la ragazza in un castello dove vivranno felici e contenti.

R. Casadio Modesto, Prof. F. Bruno

 

Nella  realtà, il “Principe Azzurro” si innamora della bambina Natascha Kampusch e fa ciò che un uomo normale non fa: la rapisce, sfugge ad ogni controllo e la porta a casa sua.Per il tempo dell’adolescenza ne è stato il padrone assoluto, non l’ha picchiata, non l’ha trattata male, a parte la privazione della libertà. Natascha non ha mai tentato la fuga perché, tutto sommato, stava bene con colui che rappresentava per lei una famiglia, fino a quando non ha maturato l’idea, l’esigenza di un amore totalizzante verso una figura esterna, scelta. Lui si suicida dimostrando la sua totale dipendenza dal possesso.

Molti omicidi vengono compiuti proprio perché i protagonisti sono dominati dall’idea esasperata del possesso dell’altro. Così il delitto d’onore, così i molti delitti compiuti portando alle estreme conseguenze il possesso della morte: il mio sangue, il tuo sangue. Questi fatti sono determinati dall’ incapacità di attraversare le alterne vicende della vita con il dovuto equilibrio: la vera  umanità è nella vita di tutti i giorni senza dare eccessivo risalto  alle gratificazioni e alle umiliazioni.

Dopo che la dott.ssa Antonella Ferrera ha presentato il libro “Borderlife”, l’incontro è  continuato su un tema sollecitato dal pubblico: “il caso Franzoni“.

Più volte il prof. Bruno, anche in trasmissioni televisive, ha espresso il suo parere sul delitto di Cogne e sulle varie ipotesi comparse nei mass-media: sonnambulismo? riduzione dello stato di coscienza?  La signora Franzoni e la sua famiglia devono essere salvate da non si sa quale errore giudiziario?

Il professore Bruno ha terminato il suo intervento interessante e approfondito con una frase che sollecita riflessione: “Non tutto ciò che appare è verità e non tutto ciò che è verità appare”

Elisa Tobia

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