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Serata in Interclub

"SE CONOSCIAMO BENE QUELLO CHE MANGIAMO, POSSIAMO VIVERE PIU’ A LUNGO"

L’attività dei Lions Club bolognesi ha registrato un picco di interesse nella serata di venerdì 24 novembre in occasione di un Interclub, organizzato dal L.C. BOLOGNA SAN LUCA, al quale hanno partecipato 10 Lions Club del Distretto 108Tb (Bologna Re Enzo, Bologna Felsina, Bologna Galvani, Bologna Colli A. Murri, Argelato S. Michele, S. Giovanni in Persiceto, Minerva Minerbio, Castel d’Aiano F. Rizzoli, Grizzana Morandi Caterina de’ Vigri, Bologna San Luca).

Alla presenza di circa 150 ospiti il Prof. Giorgio Cantelli Forti, ordinario di Farmacologia e Farmacoterapia nella Facoltà di Farmacia del nostro Ateneo ha relazionato sul tema: “Se conosciamo quello che mangiamo possiamo vivere più a lungo”, che rappresentava la trattazione del tema distrettuale per l’anno 2006/7.

L’argomento era ricco di spunti: dall’uso degli antiparassitari in agricoltura, alla necessità del lavaggio di frutta e verdura; dalla agricoltura biologica agli organismi geneticamente modificati (OGM) e alle moderne biotecnologie. Il Prof. Cantelli Forti è partito dagli stereotipi in campo alimentare divenuti negli ultimi anni dei veri dogmi per la popolazione e cioè:
1) i prodotti naturali sono sani,
2) il biologico è salute,
3) gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono un danno per l’uomo e sono inquinanti per l’ambiente
per spiegare che tali idee, soprattutto nei confronti degli OGM, sono basate più su certezze ideologiche che non approfondite acquisizioni scientifiche, nonostante che gli OGM siano regolati da un quadro normativo che non ha eguali nel campo alimentare e pertanto risultano essere più controllati di qualunque altro prodotto alimentare.

Molti ritengono le biotecnologie un rischio senza conoscerne il significato, né il metodo applicativo e, tanto meno, i prodotti dell’ingegneria genetica e tra questi molti farmaci (insulina, eritropoietina, interferone, vaccino anti Epatite B, etc.) e prodotti per il recupero di siti inquinati. L’introduzione di una informazione genetica “nuova” in una pianta può anche consentire il suo utilizzo per produrre sia medicine (vaccini od ormoni) che materiali chimici di uso industriale.

Il brillante oratore descrive due esempi: una varietà di pomodoro che potrebbe contenere una più forte presenza di Licopene, sostanza antiossidante che protegge i vasi sanguigni e previene alcune forme di tumore; e una varietà di (golden rice) contenente beta-carotene, un precursore della vitamina A. Infatti la carenza di vitamina A rappresenta un grave problema sanitario in ben 118 Paesi, in quanto causa primaria di cecità irreversibile e di quasi 2 milioni di morti ogni anno nei Paesi la cui dieta si basa sul riso. Il Prof. Cantelli Forti ha descritto inoltre alcuni casi nei quali la modifica genetica potrebbe portare benefici sulla resistenza di piante a muffe e specifici parassiti (pomodori, mele, patate), che potrebbero azzerare l’uso di antiparassitari.

Al termine il Prof. G. Cantelli Forti si è dichiarato convinto che, nonostante le difficoltà, la scienza, rivolta al miglioramento della vita dell’uomo e dell’ambiente, non potrà essere fermata, anche se, con un po’ di amarezza ha concluso che sapremo toglierci i nostri pregiudizi sempre troppo tardi.

L’esposizione del Prof. Giorgio Cantelli Forti ha suscitato il vivo interesse dei presenti, che si è poi concretizzato in una lunga serie di domande, alle quali il relatore ha risposto con un linguaggio chiaro e preciso e mai accademico.

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